Mai dire “Cin cin”! [Pillole di Buone Maniere e Galateo]

A cura di Donna Marta
Rubrica ispirata agli insegnamenti dei docenti dell’Accademia Italiana del Galateo ed al libro “Le Regole delle Buone Maniere” di Samuele Briatore

 

“ L’Educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo”   Nelson Mandela

“ Sii educato con tutti, socievole con molti, amico con uno soltanto, nemico di nessuno”  Benjamin Franklin

Dopo l’articolo di presentazione della rubrica, continuiamo il nostro viaggio con una seconda curiosità che, forse, troverà molti e molte di voi in totale spiazzamento.

 

Perché non si dice “cin cin” durante un brindisi?

Il brindisi è un momento molto importante durante  una cena,  una cerimonia o semplicemente durante una serata in compagnia. Come già detto in precedenza l’utilizzo di parole vuote non è concesso dal Galateo. Il vocabolo Cin Cin deriva dal cinese ch’in ch’in che significa prego prego, formula utilizzata dai marinai di Canton, città portuale che si estende a Nord-Ovest di Hong Kong e solo successivamente diffusasi in Europa. La parola stessa potrebbe ricordare anche il suono dei bicchieri che si toccano. Quindi come possiamo notare anche in questo caso si tratta di una formula priva di significato che non aggiunge niente di personale alla Vostra cena o alla Vostra serata.

Altresì sono bandite le parole “prosit” o la tanto amata dal popolo televisivo “bollicine”. Fin dai tempi dei Babilonesi per poi passare all’Antica Grecia giungendo fino ai Romani era costume brindare. Rifacendoci alla tradizione cristiana come non ricordare il momento in cui il celebrante alza calice in una sorta di brindisi collettivo, così come fece Gesù Cristo. Consigliabile quindi aprire la serata omaggiando i Vostri ospiti con una dedica sincera e magari celebrare un’occasione speciale con un vostro intimo pensiero ed augurio.

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