Napoli e la sua canzone: bellezza inesplorata – Seconda parte

Un approfondimento a cura di Alessia Benincasa

 

Dopo la prima parte, continuiamo il viaggio tra alcune delle più note e significative canzoni della tradizione napoletana, che della città del Vesuvio descrivono al meglio il cuore.

  • Tu vuò fà l’americano
    Renato Carosone è ancora una volta l’autore di una delle canzoni napoletane più famose di tutti i tempi.Il testo, pubblicato alla fine degli anni Cinquanta, parla di un italiano che vuole vivere da americano, ma che purtroppo non ci riesce perché rimane ancora economicamente dipendente dai genitori.richiama il trionfo del sogno americano tipico del Secondo Dopoguerra. La lirica è stata utilizzata in versione originale nel film “Totò, Peppino e le fanatiche”, ma fu eseguita anche da Fiorello, Matt Demon e Jude Law nel film “Il talento di Mister Ripley”. Negli ultimi anni sono stati pubblicati anche una serie di remix molto ballati nelle discoteche di mezzo mondo;
  • “Malafemmena” è uno dei capolavori della canzone napoletana, scritta nel 1951 da Antonio De Curtis, in arte Totò per il concorso “La canzonetta” di Piedigrotta. Ad avere successo fu però l’interpretazione del brano di Teddy Reno nel film “Totò, Peppino e la…malafemmina”. Viene raccontato un amore tormentato per una donna, descritta come insensibile e malvagia per le pene che fa soffrire al suo corteggiatore. Anche artisti del calibro di Andrea Bocelli, Lucio Dalla, Negramaro, Gigi D’Alessio e Gino Paoli hanno intonato queste note.
    “Funiculì Funiculà” è forse una delle canzoni napoletane più antiche di sempre. Fu scritta infatti nel 1880 dal giornalista Giuseppe Turco e musicata da Luigi Denza in occasione dell’inaugurazione della prima funicolare del Vesuvio per raggiungere la cima estrema del vulcano: è questo il suo significato. Diventata celebre in tutto il mondo, è stata utilizzata anche come colonna sonora di alcuni film, tra cui “No, grazie. Il caffè mi rende nervoso”, “Shine”, “I due colonnelli” e “Benvenuti al Nord”. Ma celebre è soprattutto l’interpretazione di Pavarotti.
  • “Anema e core”.
    Questa canzone, famosa anche per essere intonata dai tifosi della squadra di calcio del Napoli per inneggiare ai loro calciatori, è stata scritta dal poeta Aniello Califano e musicata da Enrico Cannio nel 1915. Il testo racconta della tristezza di un soldato mandato al fronte durante la Prima Guerra Mondiale e per questo costretto a stare lontano dalla sua amata. Celebre è l’intonazione del brano da parte di Anna Magnani nel film “La sciantosa”, così come celebri restano le interpretazioni di Claudio Villa e Massimo Ranieri.
  • ‘A città ‘e Pulecenella è una canzone dedicata a Napoli, composta da Claudio Mattone ed incisa per la prima volta nel 1992. Il testo della canzone denuncia il malaffare che “mortifica” e regna nella città, a fronte delle tante bellezze che custodisce Napoli. Rappresenta lo scontro ideologico tra due giovani napoletani cresciuti insieme: diventati grandi,però, prendono due strade diverse. Il primo si dedica ad aiutare i ragazzi del quartiere, l’altro diventa camorrista.
    La canzone ha riscosso enormi successi negli anni, viene spesso eseguita anche da musicisti di strada, ed è stata cantata da alcuni dei principali interpreti della canzone napoletana, come l’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, Neri per Caso, Mario Merola, Sal Da Vinci e per ultimo anche Gigi D’Alessio, che l’ha introdotta in un album del 2015.
  • “Napule è” , celeberrimo brano composto ed eseguito da Pino Daniele. L’arrangiamento fu in realtà a cura di Antonio Sinagra. Il testo della canzone parla delle contraddizioni e della difficile realtà che si respira a Napoli e della sensazione di indifferenza e di rassegnazione per questa stessa situazione. Il brano ottenne grande successo poi nel corso degli anni seguenti, testimoniato dal fatto che è stato più volte riproposto dallo stesso Pino Daniele sia in raccolte sia in album live. Numerose anche le cover pubblicate da altri artisti, tra le quali quelle di Mina,Gino Paoli,Mario Trevi, Laura Pausini. Napule è è diventato l’inno ufficiale del Napoli: il brano infatti accompagna l’ingresso in campo delle squadre che si sfidano allo Stadio San Paolo, a partire dall’11 gennaio 2015 .
  • “Te voglio bene assaje”. Composta negli anni Ottanta, cantata nei primi anni nelle massaie napoletane. Secondo molti critici dell’epoca , essa rappresenta il passaggio dalla canzone popolare tradizionale alla canzone d’autore. Infatti essa è stata la prima canzone ad essere stata iscritta al Festival napoletano di Piedigrotta. Riscosse fin da subito un enorme successo , poiché dalla sua uscita vennero vendute 180.000 copie. Tra gli interpreti del brano vi sono importanti cantanti tra cui: Roberto Murolo, Sergio Bruni, Mario Trevi, Massimo Ranieri, Mia Martini, Renzo Arbore e l’Orchestra Italiana,Mina, Bobby Solo e Lucio Dalla. Delle origini della canzone non ci sono tracce, ma diverse versioni. La più credibile evidenzia che , il poeta Raffaele Sacco, frequentante dei salotti letterari partenopei, scrisse la canzone che doveva essere dedicata ad un’avvenente signora , con la quale avrebbe avuto una relazione. Secondo varie interpretazioni, i versi scritti dovevano far riferimento ad una polemica scherzosa sulla presunta doppia personalità del poeta e sul mancato matrimonio con l’amata. Altri , invece, ritengono che il ritornello della canzone fa riferimento alla solida tradizione della musica classica napoletana tradizionale e come tale dovesse venir cantata negli ambienti popolari. Per quanto ancora dell’origine della canzone si è certi ben poco ed è oggetto di discussioni tra molti studiosi, è certo senza ombre di dubbio, invece, che essa è molto amata dal popolo napoletano tanto che diventò anche inno del Festival di Piedigrotta come unica e indiscussa colonna sonora.
  • “Champagne”. Canzone del 1973 composta da Mimmo di Francia e cantata da Peppino di Capri. È la più celebre canzone del cantante campano e la più richiesta nei piano bar. Venne pubblicata in occasione della sua partecipazione a Canzonissima da parte del cantante Peppino di Capri. Da allora questa canzone ha fatto il giro del mondo diventando in pochissimo tempo uno dei brani più eseguiti e amati. In America il brano è molto ascoltato dagli anni ‘70 fino ai giorni nostri. Brasile, Argentina, Venezuela, Paraguay e Uruguay sono i primi Paesi nei quali la canzone si impone con forza. In particolare, in Argentina viene elaborata la prima traduzione del brano in lingua spagnola.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com