“Buon appetito” a chi? [Pillole di Buone Maniere e Galateo]

A cura di Donna Marta
Rubrica ispirata agli insegnamenti dei docenti dell’Accademia Italiana del Galateo ed al libro “Le Regole delle Buone Maniere” di Samuele Briatore

 

“ L’Educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo”   Nelson Mandela

“ Sii educato con tutti, socievole con molti, amico con uno soltanto, nemico di nessuno”  Benjamin Franklin

 

Perché all’ inizio di un pranzo o di una cena non si può dire buon appetito?

Spesso, come ci ricorda il Presidente dell’Accademia Italiana del Galateo Samuele Briatore nel suo libro “Le Regole delle Buone Maniere” nei manuali, durante i corsi e gli workshop su questi aspetti  la questione se possa essere augurato o meno buon appetito all’inizio di una cena viene liquidata con un secco No! Dobbiamo però cercare di capire le ragioni di questo divieto.

Come già ricordato in precedenza le buone maniere si basano sull’accoglienza, sulla gentilezza e l’ascolto verso il prossimo. Il momento del  pranzo o della cena non può e non deve ridursi all’utilizzo di pregiate stoviglie e disquisizioni sulla posizione del tovagliolo o del centrotavola. Ritrovarsi davanti ad una tavola imbandita deve essere l’occasione per intavolare una conversazione brillante, interessante e rispettosa. In questo caso a nessuno importerà se sappiate utilizzare correttamente o meno le posate o se il piattino del pane sia posizionato nel posto corretto, questi aspetti passeranno sicuramente in secondo piano e verrete considerati degli ottimi commensali o padroni di casa. Sempre in quest’ottica augurare buon appetito focalizzerebbe l’attenzione sul cibo e su cosa mangeremo facendo venir meno il vero e profondo senso di sedere a tavola in compagnia e cioè saper e poter conversare in modo corretto. Il cibo dovrebbe essere un aspetto secondario durante un evento.

Le Buone Maniere non sono regole rigide ed immodificabili, variano a seconda dell’epoca e delle varie culture. Ricordate sempre che il fulcro di tutto ruota attorno alla gentilezza ed all’accoglienza verso il prossimo. L’utilizzo di tali regole non dovrà farci percepire dagli altri come snob o particolarmente leziosi. Quindi se una persona si presenta con “piacere” e la vediamo in imbarazzo per la nostra mancata risposta in tal senso accontentiamola, se durante una cena la padrona di casa augura buon appetito rispondiamo anche noi con buon appettito. Del resto l’aspetto divertente di conoscere le regole è proprio quello di divertirsi ad infrangerle.

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