Thrash, Black, Death, Doom [Nel cuore del Metallo n.2]

Una Rubrica a cura di Monica Atzei
Insegnante, medioevista e appassionata di musica sin da piccola. Scrive per i magazine Tuttorock e TrueMetal, collabora con la label Punishment18 Records e ha creato InfinityHeavy, ufficio stampa
che supporta band e locali.

 

La scorsa volta abbiamo parlato del Metal in generale, di come è nato e di come sia arrivato ad essere un genere tra i più amati nel mondo.

Stavolta invece parleremo di alcuni dei suoi vari “sottogeneri”, perché sarebbe troppo riduttivo mettere all’interno del calderone Metal tutte le band senza specificare e approfondire (un minimo!) le sue “sfaccettature”.

Questo è l’elenco dei vari sottogeneri:

Thrash Metal- Black Metal- Death Metal- Doom Metal- Epic Metal- Hair Metal- Power Metal- Speed Metal- Progressive Metal- Avantgarde Metal- Grindcore- Stoner Metal- Alternative Metal- Viking Metal- Nu Metal.

 

Siete pronti? Oggi vi parlerò di alcuni di loro:

Iniziamo col thrash metal, che ha avuto ed ha tutt’ora un successo non da poco,  è molto amato. Nato negli anni 80, in cui abbiamo assistito ad una vera e propria esplosione di band, ha origine dall’ heavy classico incorporando dell’ hardcore punk; nasce negli Stati Uniti e come band influenti vede i Black Sabbath, i Judas Priest (ve li ricordate?) e i Motörhead del compianto Lemmy Kilmister. Precisamente nasce nella Bay Area e i quattro Big Four del thrash sono i Metallica, gli Slayer, gli Anthrax e i Megadeth. Il thrash  è la versione più estrema ed essenziale del metal, forte di una particolare tecnica alla chitarra ritmica (palm muting), di brani relativamente brevi e del fatto che tutti devono picchiare (to thrash) i loro strumenti nel modo più violento e ossessivo possibile senza nessuno stacco, nessun rallentamento.

Album essenziali:

Megadeth “Peace Sells… But Who’s Buying?” (1986)

Metallica: “Master of Puppets” (1986)

Slayer “Reign In Blood” (1986)

Sodom “Agent Orange” (1989)

Anthrax “Among the Living” (1987)

 

Il black metal è forse il genere più estremo dell’ heavy metal, suscita interesse sin da quando i Venom con il loro esordio “Welcome To Hell” coinvolgono un mare di adolescenti attratti dai loro spettacoli intrisi di tematiche occulte, croci rovesciate, armi, sesso ecc. Si presenta come una versione estremamente distorta, sguaiata e veloce dell’heavy metal; ma è in Norvegia che questo genere ha una sua connotazione specifica: qui la musica diventa dannata, malvagia, le band usano il corpsepainting ( il trucco in bianco e nero che utilizzano sul viso) e nel 1987 viene pubblicato il primo seminale EP dei Mayhem dal titolo “Deathcrush”. Velocità della batteria, urlato della voce (screaming) ecco il black metal! Il black metal si è adattato ad ogni tipo di contaminazione e a differenza delle altre forme di heavy metal utilizza le lingue latine, a volte i dialetti e tutto questo gli conferisce una connotazione molto evocativa e particolare.

Album essenziali:

Venom “Black Metal” (1982)

Celtic Frost “To Mega Therion” (1985)

Mayhem “De Mysteriis Doom Sathanas” (1994)

Marduk “Opus Nocturne” (1994)

Bathory “Bathory” (1984)

 

Passiamo al Death Metal di cui ci sono varie opinioni sulla nascita: una è quella che vede l’inizio del death grazie agli americani Possessed che nel 1985 pubblicarono il loro debut album “Seven Churches” in cui vi è la traccia intitolata “Death Metal”; troviamo invece chi lo fa nascere nel 1987 ad opera della band Death dello scomparso Chuck Schuldiner con l’album “Scream Bloody Gore” e ancora, chi vede il death come “figlio” del thrash: un figlio più violento ed estremo, caratterizzato da chitarre distorte e dalla voce  “growl”. Ultima opzione è quella che il death sarebbe nato in Florida con i Morbid Angel e con l’incisione nel 1986 del loro “Abominations of Desolations”. Una cosa è certa gli Slayer hanno influenzato parecchio questo sottogenere. Da parte mia credo sia nato con i Possessed, ma lungi da me influenzarvi…

Album essenziali:

Possessed “Seven Churches” (1985)

Death “ Scream Bloody Gore” (1987)

Morbid Angel “Abominations of Desolations” (1986 inedito sino al 1991)

Death “Leprosy”

Obituary “Cause of Death” (1990)

 

Ultimo sottogenere di oggi è il doom metal: campane non di certo festanti, pioggia scrosciante e il rumore di un tuono in lontananza, questa può essere la sintesi della nascita del doom  che inizia con l’omonimo primo album dei Black Sabbath, ancora loro? Ebbene si!
Siamo nel 1970 e Ozzy Osbourne con la sua voce cupa e indemoniata ha dato ai Sabbath quell’alone di mistero e di malvagità che ancora oggi li accompagna. Nel disco “Black Sabbath” assistiamo a scenari morbosi e sepolcrali che poi ritroveremo in altri album; quello che è più spettacolare è il modo oscuro di costruire riff e composizioni in “triade”: per capirci meglio le armonie in triade sono l’insieme dell’accostamento di note fra di loro apparentemente dissonanti che unite danno all’ascoltatore una “sensazione” di inquietudine, per questo motivo nel Medioevo veniva proibita l’esecuzione della cosiddetta “Triade del Diavolo”, cioè il famigerato “Diabolus in Musica”, perché si pensava fosse frutto di un’ispirazione venuta dal demonio. E il riff iniziale del brano “Black Sabbath” è proprio il “Diabolus in Musica”… Il Doom è la musica che più di tutte riesce a ricreare scenari mistici, sepolcrali, funerei, ricchi di cupa inquietudine e di una malinconica tristezza, tutto ruota intorno alle parole “oscuro e oscurità”.

Album essenziali:

Black Sabbath “Black Sabbath”(1970)

Candlemass “Epicus Doomicus Metallicus”(1986)

Saint Vitus “Born Too Late”(1986)

Pentagram “Pentagram”(1985)

Black Sabbath “Paranoid”(1970)

 

La prossima volta conosceremo qualche altro sottogenere e poi…Tante sorprese musicali!

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