Situazione che incombe. La memoria che manca.

M. Valeria Manconi

 

Sono ormai le 13, il televisore è sintonizzato sul canale del telegiornale . Il silenzio dentro casa e sullo schermo sfila una carovana di carri che portano le salme dei defunti verso i forni crematori.  Nessun nome, nessun commiato.

“ Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, sull’intero territorio nazionale sono adottate le seguenti misure :

– Sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e RELIGIOSO, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico.” (Decreto legislativo  23/02/2020)

Questa è solo una parte del decreto legislativo che dal 23 febbraio  obbliga tutti noi a restare a casa e a  uscire solo per lavoro, per compravate esigenze di assoluta urgenza e motivi di salute.

Da quel momento  ci è stato impedito, per ovvi motivi, di andare a far visita ai nostri cari, ma soprattutto di recarsi da tutte quelle persone che, ricoverate in ospedale prima dello scoppio della pandemia o in seguito alla stessa, si sono  ritrovate sole da un giorno all’altro, senza la possibilità di ricevere  compagnia, ne un saluto, ne una carezza. Alcuni di loro si sono spenti  tra le mura fredde e impersonali dell’ospedale. Nessun funerale, nessun omaggio, solo il nulla.

Tutto questo è necessario ora, data la gravità della situazione che incombe, ma lascia dentro  un senso di impotenza. Senza il funerale, puro rito religioso, forse si è perso, momentaneamente, quel  raccoglimento in cui il pensiero viaggia attraverso i ricordi.

Durante questo periodo così atipico alcune abitudini ripetute per dovere, ritrovano  importanza  e significato. E’ quasi surreale pensare ad una bara isolata e  in balìa degli eventi. Siamo soli a sfogliare qualche album e osservare quei momenti  immortalati del  passato, che non potrà più avere luogo. Ricordare gli abbracci, le risate e la tristezza che abbiamo condiviso in questa vita. Riaffiora il suono della voce, indelebile nella mente, e il profumo  delle serate importanti. Questo periodo ci ha privato della libertà, ma anche e soprattutto della voglia di esprimere quel  sentimento che ci rende umani in questo mondo.  Ci ha costretti a mettere da parte la sensazione di non sentirci soli e  di essere parte di qualcosa.

La comprensione e l’umanità verso il prossimo vengono spesso messi in un angolo, ma in un momento come questo ne sentiamo il bisogno.  Col pensiero accompagniamo un defunto fino alla sua ultima casa dall’interno delle nostre quattro mura, non avendo possibilità di farlo vicini e uniti.

“…sugli estinti non sorge fiore ove non sia d’umane lodi onorato e d’amoroso pianto..”
( Ugo Foscolo- I Sepolcri)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com