Come nasce un sex symbol dalle Istituzioni

a cura di M. Valeria Manconi – 

 

È sera. Tra qualche minuto inizierà il comunicato in tv. Stiamo li ad aspettarlo. Appuntamento frequente in questi giorni di quarantena. Irrompe, lui, nelle nostre case con eleganza e gentilezza. Ciuffo nero sul viso, sorriso rassicurante, fossette affascinanti, viso pulito e cordiale. Pazientiamo impazienti di sentire le sue parole velate di sensibilità e affabilità. Sullo schermo appare un uomo distinto, professionale ed empatico. Ma chi è veramente il nostro presidente del consiglio? Classe 1964, avvocato, docente universitario e meridionale doc. In carica dal 2018, solo di recente, però, ha dato sfoggio delle sue qualità amministrative, ma non solo. Sui social folleggiano innumerevoli video che mostrano anche la sua bellezza esteriore. La maggior parte delle donne lo definisce affascinante, elegante, carismatico, affabile, sicuro e integro. Pare che un nuovo sex symbol sia appena nato.

Cos’ha fatto Giuseppe Conte per meritarsi tutto questo seguito? Durante questa grave epidemia, costretti in casa per motivi di sicurezza, lui è stato vicino agli italiani con garbo e dolcezza. Si è commosso davanti all’enorme numero di vittime che questa pandemia ha provocato. Ha mantenuto le promesse senza cercare di portar acqua al suo mulino per campagna elettorale. Ha tenuto una comunicazione costante, senza nascondersi dentro i suoi uffici. Si è esposto, assumendosi la responsabilità delle proprie dichiarazioni.
E’ stato lui a chiudere porti e aeroporti, negozi, uffici, scuole, fabbriche e tutte quelle attività che non vendono e o producono beni di prima necessità. E’ stato lui a dichiarare l’Italia zona rossa, impedendoci di uscire e obbligandoci a stare a distanza da tutto e da tutti. Misure estremamente necessarie per contenere questo virus che ha portato via tantissime persone e che rischia di mettere in croce l’intera sanità italiana dati i pochi posti letto a disposizione in terapia intensiva. Tutti questi decreti restrittivi hanno trasformato il presidente del consiglio in un sequestratore motivato, ma il popolo lo ama lo stesso. Sembra quasi che la maggior parte delle donne siano affette dalla sindrome di Stoccolma, sviluppando lo stato psicologico in cui, noi vittime, “ detenute” contro la nostra volontà siamo portate ad amare il nostro rapitore. Lo aiutiamo e lo apprezziamo ancora di più, incantandoci davanti al suo sorriso.
Molte altre nazioni nel mondo stanno subendo questo trattamento dal loro sequestratore, Donald Trump o Boris Johnson, ma non è stata riscontrata nessuna sindrome nelle “ detenute” delle loro rispettive nazioni. Forse che Conte sia realmente affascinante con i suoi modi di fare e il suo sorriso che appare al momento giusto e rompe un momento di tristezza in tv?!
Ci ha colpito con la sua umanità, nelle nostre case si spoglia della veste di politico serioso, mostrando la sua dolcezza ed empatia.

“Un uomo di poche parole, ma sono quelle giuste” ( Carrie Bradshow, Sex and the city)

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