Viva il Lavoro. Ma quale?

di Bill

Siamo al Primo Maggio, festa del Lavoro, dei Lavoratori.
L’occasione deriva da una vera e propria battaglia che coinvolse gli operai scioperanti in una fabbrica di Chicago. Era metà ‘800, giornate di lavoro lunghissime, nessun tipo di tutela per chi lavorava, nessuna garanzia, nessuna sicurezza.

Già, lo sappiamo. Alcuni di voi, leggendo la precedente riga, potrebbe pensare a un’ottima descrizione della propria vita. Oggi, nel 2020, a Roma, Firenze, Napoli, Torino.

Parlo, in particolare, del grande mondo dei nuovi lavori: non operai né imprenditori, ma tutto questo insieme. Il grande mare di chi lavora con il web, con le parole, con la grafica, con l’intelletto. Un mare grosso e ricco di onde che in pochissimi – ahimé, anche in tutte le fazioni politiche di sorta – conoscono davvero.
Allora, per questo primo maggio, non vogliamo fare la predica a nessuno o insegnare la vita a qualcun altro. Non voglio spiegare come fare il proprio lavoro alle istituzioni, ai politici, ai sindacati. Non voglio dare giudizi un tanto al chilo o inneggiare a scale di priorità che, in fondo, sono sempre soggettive.

L’unico appello, per questo Primo Maggio: considerateci. Interessatevi a noi.
Sapere cosa fa un Graphic Designer, un Social Media Manager o un Fotografo, sarà già un primo passo per poter davvero parlare di politiche del lavoro in modo compiuto.

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