Critica della ragion streaming

di Bill – 

Possiamo essere un po’ cattivi, per una volta?
Possiamo essere odiosi, attirare ire e ingiurie? Bene.

Ecco, la verità è che di tutto questo proliferare di streaming, dirette live, webinar, balli di gruppo in webcam e musica da videocamera non ce ne interessa assolutamente niente.

Lo dico dopo essermi sorbito l’ennesimo servizio di telegiornale nel quale si selezionavano le più simpatiche prove streaming di VIP o aspiranti tali. Lo dico con franchezza, è cresciuta qualcosa di affine alla tristezza dal profondo delle viscere e poi è salita al cervello: lì, devo dire, è rimasta comunque salda.

Certo, le intenzioni sono positive e lodevoli. Ma lo sono sempre?
Oppure abbiamo approfittato – più o meno consapevolmente – di questo confino per studiarne le porte verso la visibilità? E quanti stanno fingendo una angelica disponibilità a dare una mano, fornire consulenze, elargire sostegni nascondendo la fattura nella tasca posteriore dei jeans?
Per carità, niente di illegittimo ma, per favore, apprezziamo molto di più la sincerità: abbiamo tutti bisogno di lavorare e di proseguire con la nostra attività, che sia di professionista o che sia di grande influencer, e semplicemente lo facciamo anche ai tempi del Covid. Basterebbe ammetterlo, con pura serenità, invece di ammorbarci con tsunami di contenuti boriosamente cordiali, falsamente dorati.

 

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