L’odio e le sue forme

di M. Valeria Manconi

 

Ogni giorno sui giornali, in televisione e on line sfilano notizie di odio, razziale, odio verso il diverso, odio verso chi prende una posizione, odio verso una donna, un bambino, una persona sfortunata, verso un’etnia, una nazionalità o una religione, verso un orientamento sessuale. Siamo inondati e molti di noi, addirittura, ne sono rigonfi di questo sentimento tanto forte quanto malsano.

Cosa si nasconde dietro tutto questo rigurgito di insulti, che molto spesso si trasformano in violenza fisica? Cosa ci porta a credere di essere migliori o addirittura superiori ad altri? Chi o cosa ci hanno convinto di essere i proprietari assoluti di una parte di mondo?

A livello scientifico il mito della razza è stato sfatato tanto tempo fa, non possiamo fare all’interno del genere umano nessuna distinzione di questo tipo, dato che non siamo stati isolati geograficamente abbastanza a lungo da creare varietà genetiche distinte, queste continuano a diluirsi  l’una nell’altra. Alcune caratteristiche fisiche predominanti sono state selezionate dalle condizioni ambientali, ma non hanno mutato, accresciuto o regredito le qualità intellettuali.

Per quanto riguarda l’orientamento religioso in toto siamo tutti figli di un unico Dio, argomentato e descritto secondo i fondamenti culturali di un determinato posto.

“Non avrai altro Dio all’infuori di me, spesso mi ha fatto pensare : genti diverse venute dall’est dicevan che in fondo era uguale. Credevano a un altro diverso da te e non mi hanno fatto del male.” ( testamento di Tito- Fabrizio De Andrè).

Gli omossessuali sono i più braccati, addirittura molti credono che a starli vicino si potrebbero ricevere onde negative. Non credo che valga il detto : “ chi va con lo zoppo impara a zoppicare”. La pulsione sessuale è qualcosa che nasce con te, è una parte di te, non può essere cambiata, curata o influenzata. Nel momento in cui si viene al mondo così, è evidente che si tratta di un fatto naturale, ma soprattutto personale ( “ Chi si fa gli affari suoi campa cent’anni!”).

Ho citato le più importanti forme di odio verso il prossimo. Quanto tempo si spende a coltivare la rabbia verso chi non è come noi vorremo. Sembra banale scrivere che dovremo guardarci dentro e capire chi siamo noi che puntiamo il dito, logorati dall’odio, affamati di superiorità e di verità in “tasca”. Da dove proviene la consapevolezza che chi odia sia migliore degli altri odiati? Chi ha stipulato queste verità? Chi ha deciso che la mia religione è più importante di un’altra, il mio orientamento sessuale quello giusto, la mia forma fisica quella perfetta, il mio colore di pelle quello eletto? Finché saranno altri uomini a definire cosa può andare bene e cosa invece dovrà essere odiato, ci saranno solo persone oppresse e sfortunate, che dovranno vivere la loro unica esistenza su questo mondo con continui vaneggiamenti del prossimo. Se fossi nato con la pelle, nel posto, nella cultura che ritieni sbagliata, come ti sentiresti ad essere oppresso e vessato ogni giorno per qualcosa che, molto spesso, va al di là di una tua consapevole scelta? Se fossi tu quello omosessuale, quello che scappa dalla guerra, quello troppo grasso o quello con una cultura diversa e mentre tendi una mano trovi solo odio, ignoranza e irrazionalità, come ti sentiresti? Ora diamo fiato alla bocca, forza alle mani e ai piedi perché siamo dalla parte di chi opprime. Le diversità dovrebbero insegnare e arricchire, avvicinare e unire. Dovrebbe esserci maggiore equità in questo mondo, l’uguaglianza non è possibile perché chi nasce fortunato dovrebbe sempre aiutare quello sfortunato.

“ Suppongo che a questo punto dovrò dire cos’ho imparato. La conclusione, giusto? Beh la mia conclusione è che l’ODIO è una palla al piede : la vita è troppo breve per passarla sempre arrabbiati. Non ne vale la pena.

Non siamo nemici, ma amici. Non dobbiamo essere nemici. Anche se la passione può averci fatto vacillare, non deve rompere i legami profondi del nostro affetto. Le corde mistiche della memoria risuoneranno quando verranno toccate, come se a toccarle fossero i migliori angeli della nostra natura. ( Lincoln)”

( American History X )

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