Giardini Zoologici e Coronavirus. Di cosa parliamo?

di Marilena Caggi – 

 

Si tratta di un tema di cui non si parla per motivi che possiamo facilmente immaginare: non è considerata una priorità.

Eppure ho deciso che vale la pena parlarne e spezzare un muro, in modo laico e aperto al confronto.

Di cosa parliamo, oggi, parlando di Giardini Zoologici?
Parliamo di attività solitamente private (con qualche eccezione, si pensi a Roma), con spese enormi quotidiane, che danno lavoro a molte persone.

Parliamo non più di realtà con gabbie e spazi angusti, ma di attente realtà che salvano animali da situazioni complesse e schiavitù, per inserirli in habitat appositamente creati e con tutte le cure.

Parliamo anche di una rete almeno europea per la tutela delle specie, che tiene in contatto gli animali di tutti gli zoo, ne regola il benessere, l'”assortimento”, la giusta distribuzione in base alle esigenze di biodiversità e ritmo naturale.

Parliamo anche di realtà che solitamente collaborano strettamente con associazioni e progetti di salvaguardia degli animali in natura.

Insomma, siamo oltre l’idea di animali rinchiusi per essere osservati: forse siamo a realtà che contribuiscono al benessere della fauna. E allora, non meriterebbero anch’esse attenzione?
Davvero vale la pena di considerarle alla stregua di parchi divertimento, sia da un punto di vista legale che di conseguenza da un punto di vista di possibilità di sostegno?
A voi la parola, se vorrete.

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