La Scuola delle differenze

M. Valeria Manconi

 

Il sole punta a mezzo giorno, è quasi ora di pranzo. Mi districo tra i fornelli e sento in lontananza la voce di mia figlia. Mi chiama in panico dalla sua stanza, non trova l’invito per la prossima lezione online.

Questo è solo uno dei tanti problemi della didattica nata durante la quarantena. A volte le app non funzionano, è difficile connettersi e far stare i bambini attenti per tutta la durata della lezione. Li obblighiamo a pettinarsi i capelli e a cambiarsi almeno la maglietta, così che possano fare lezione con metà pigiama e metà abbigliamento per uscire.  Molto spesso i gatti ( per chi li ha) passano davanti allo schermo in cerca di attenzioni.

Questa nuova scuola, raffazzonata in tempi record, ha permesso ai nostri bambini di terminare l’anno scolastico senza perdere parte del programma, ma cos’ha messo in luce?

Sono state palesate differenze sociali, culturali e economiche.

Nella famiglia tipo di questo ventennio ci si aspetta che tutti abbiano in casa internet, un computer o almeno un telefono cellulare, ma non sempre è così.

La quarantena ha creato forti problemi economici che, forse, in alcune famiglie erano già presenti da tempo. Senza l’appoggio della scuola, come struttura più o meno solida, della nostra società, molti genitori si sono ritrovati a far da “maestri” molto spesso  e ad avere tutti gli ultimi ritrovati tecnologici per non far sentire i loro figli meno dei compagni.

Ci sono bambini che, durante le lezioni , hanno dato sfoggio delle loro case attraverso il web e altri che hanno preferito sorvolare.

Forse che all’interno della scuola con il grembiule i nostri bambini si sentano tutti uguali, senza particolari divergenze e da casa abbiano avvertito di più questa differenza? E noi genitori come abbiamo vissuto questa full immersion nel mondo dell’insegnamento, dovendo scavare a fondo nelle nozioni imparate tanti anni fa?

E’ stato molto complicato per tutti, anche per le maestre che si sentono un po’ perse lontano dal sorriso dei loro bambini, che non possono accompagnare le mani e le menti durante una lezione vera e propria. Senza dimenticare tutti i bambini che hanno bisogno di supporto costante con le loro maestre di sostegno e che hanno trovato conforto solo in un freddo schermo di computer.

Questa scuola alternativa dovrebbe farci riflettere e permetterci di rivalutare le strutture scolastiche , molto spesso fatiscenti e abbandonate a se stesse. Come diventerebbe il mondo senza la scuola, fonte di cultura, istruzione, socialità e uguaglianza?

Non si dovrebbero mai fare i tagli ad un organo così importante che è il pilastro della società!

La scuola è il nostro passaporto per il futuro, poiché il domani appartiene a coloro che oggi si preparano ad affrontarlo!  (Malcom x)

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