Capitolo Megadeth [Nel cuore del Metallo n.5]

Una Rubrica a cura di Monica Atzei
Insegnante, medioevista e appassionata di musica sin da piccola. Scrive per i magazine Tuttorock e TrueMetal, collabora con la label Punishment18 Records e ha creato InfinityHeavy, ufficio stampa
che supporta band e locali.

 

Abbiamo visto le scorse volte i vari sottogeneri del metal e vi abbiamo presentato i Black Sabbath, band a detta di tutti capostipite, abbiamo parlato dei vari “sottogeneri”  tra cui il thrash, quindi oggi tratteremo di una delle band più importanti del thrash metal: i Megadeth.

La band nasce nel 1983 da un’idea del chitarrista Dave Mustaine e del bassista David Ellefson, l’obbiettivo è quello di far musica più veloce e più pesante; ai due si uniscono il chitarrista Chris Poland e il batterista Gar Samuelson, alla voce sempre Mustaine.

Il primo album è del 1985: Killing Is My Business…And Business Is Good!  L’immagine che ci arriva è di rabbia, sgregolatezza e disperazione; troviamo un mix di thrash, speed metal e punk, l’album è potente, originale e per la band è un buon debutto.

Dopo solo un anno pubblicano Peace Sells…But Who’s Buying? Il suono diventa più pulito, maturo, anche se mantiene il suo lato “grezzo”, dal punto di vista compositivo è buono, un brano svetta su tutti: Good Morning/Black Friday. L’album è considerato uno dei lavori che hanno influenzato maggiormente il genere thrash e per la prima volta compare la mascotte Vic Rattlehead che accompagnerà quasi tutte le cover dei loro album.

Un album via l’altro e nel 1987 ecco il terzo lavoro: So Far, So Good … So What!
Qui troviamo il nuovo chitarrista Jeff Young e il nuovo batterista Chuck Behler; forse è il disco più “sporco” dei Megadeth, è un album che parla di rabbia, sconfitta e sofferenza. In questo album coverizzano Anarchy in the Uk dei Sex Pistols e segnaliamo il brano In My Darkest Hour pezzo cupo e malinconico.

Rust In Peace viene pubblicato nel novembre del 1990 e qui abbiamo un cambio della lineup con l’arrivo del chitarrista Marty Friedman e del batterista Nick Menza; l’album suona heavy ed è chiaro, onesto, tecnicamente ottimo: Holy Wars…The Punishment Due dall’attacco inconfondibile e il riff trascinante; Tornado of Soul che alterna potenza e una melodia accattivante; Rust In Peace…Polaris veloce e con un Mustaine in gran spolvero. 

Dal 1992 assistiamo a un nuovo percorso dei Megadeth che pubblicano in quell’anno Countdown to Extinction, album che ha un nuovo “suono”. Sicuramente da ricordare: Symphony of Destruction, Countdwon to Extinction, Sweating Bullets; ma Symphony of Destruction è una spanna sopra tutte a mio parere.

Il 1994 è l’anno di Youthanasia,  il primo pezzo Reckoning Day presenta un riff minaccioso, ma l’album non è solo riff e teste da headbanging perché c’è lei, la ballad A Tout Le Monde che tutti ricordiamo.

Passano tre anni e nel 1997 danno alle stampe Cryptic Writings che apporta cambiamenti, sia a livello di produzione che musicale, l’album è da un milione di copie ed entra nella Top Ten americana.

Nel 1999 pubblicano Risk soiazzando i fan e gli addetti ai lavori: manca il thrash… Tra i brani permettetemi di nominare però Prince Of Darkness con la voce di Dave bassa e rabbiosa e un refrain incisivo.

Siamo nel nuovo millennio e nel 2001 pubblicano The World Needs a Hero, con un cambio della guardia alla chitarra dove troviamo Al Pitrelli; il suono è nuovamente veloce, i riff sono in crescendo, la voce è rabbiosa e la batteria incisiva e portante.

Nel 2002 Dave Mustaine scioglie i Megadeth.

Ma nel 2004 la band torna con una nuova formazione e con il decimo album in studio intitolato The System Has Failed, rientra Chris Poland come chitarrista, al basso viene chiamato Jimmy Sloas e alla batteria Vinnie Colaiuta. L’album sembra riprendere la vecchia strada, è tirato e cattivo.

Del 2007 è United Abominations dove ascoltiamo ad esempio Washington e Play For Blood entrambe granitiche e rabbiose; in questo lavoro non dimentichiamo la nuova versione di A Tout Le Monde con Cristina Scabbia dei Lacuna Coil.

Il 2009 vede l’uscita di Endgame, col nuovo chitarrista Chris Broderick, velocità, niente fronzoli e chitarre in primo piano caratterizzano questo album.

I nostri non si fermano e nel novembre 2011 esce Thirteen che viene premiato come album metal dell’anno.

A gennaio 2016 i Megadeth tornano con il loro quindicesimo album in studio: Dystopia:  Mustaine ed Ellefson sono gli unici membri originali rimasti, a dare man forte ecco alla seconda chitarra Kiko Loureiro e alla batteria Chris Adler. L’album è validissimo, preciso, dobbiamo dire che tutta la band rivela una nuova solidità e perfezione e riconosciamo che i due vecchi leoni David e Dave hanno ripreso in mano le redini del gruppo.

A luglio 2016 cambio di guardia per il batterista, il nuovo è Dirk Verbeuren.

Il 22 Marzo 2019 i Megadeth  pubblicano la raccolta Warheads on Foreheads, un CD con 35 brani scelti da Dave; dopo solo tre mesi i fan di tutto il mondo vengono sconvolti da un annuncio del frontman a cui è stato diagnosticato un cancro alla gola…  Ma Dave non si abbatte, è un leone, combatte come sempre ha fatto nella sua vita, si sottopone alle cure e nel gennaio 2020 la sua foto postata sui social con la scritta I’m back fa il giro del mondo.

Questo è un piccolo assaggio biografico dei Megadeth,  band che con quasi 40 anni di carriera ci continua a stupire e che ci ha abituati a un thrash che combina ganci melodici a riff senza compromessi.

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