“Petali di Poesia” di Nicola Ricciardi. Un’intervista.

Lei

È semplice,
quando avrò davanti
due occhi chiusi ma aperti,
un animo che spazza via il tempo
e contemporaneamente,
ti dona l’eternità,
una complessità
così facilmente comprensibile,
con la voce di una bambina
ma parole di un saggio,
la purezza
regnante in ogni dove,
io mi inchinerò
e la porterò con me.

 

Quello che avete appena letto è uno dei componimenti contenuti in “Petali di Poesia”, di Nicola Ricciardi.
Il libro (qui il link) contiene le liriche di una figura giovane ma profonda. Gli affetti, l’amore, la crescita personale. In un percorso tra lingua italiana e dialetto, Ricciardi dona ai lettori una poesia sincera, genuina. Ne abbiamo parlato insieme a lui in questa intervista. Buona lettura!

 

Cominciamo da una domanda secca: se dovessi presentare in una sola breve frase la raccolta “Petali di Poesia”, come la definiresti?

“Una scintilla della mia anima.”

Nella raccolta “Petali di Poesia” si notano riferimenti espliciti a molte figure della tua vita: quelle familiari, gli amori. Sembra quasi tutto racchiuso nei tre puntini di sospensione che hai scelto di inserire nella dedica iniziale. Che utilizzo della poesia fai, nel rapportarti con le altre persone? E’ un’arma, un messaggio, uno strumento?

“La poesia è tutto ciò che ho dentro, forse ancor di più gli aforismi. Definisco tutto ciò come ispirazione,visioni, attimi, scintille appunto. Non la utilizzo, e forse nemmeno Lei utilizza me, ma è parte della Vita, non solo la mia, e dunque è ovunque. Queste sono alcune scritte tra i 15 e i 29 anni e racchiudono amori passati e la mia amata famiglia. Nei tre puntini di sospensione, in generale vi è l’Infinito, e in questi chissà, il mio Vero Amore.”

Un altro ruolo importante in questa raccolta lo conserva il sentimento dell’Assenza e della mancanza. La poesia serve a rendere eterna una perdita, a dimenticarla, a recuperarla?

“La mancanza si riferisce ad un Amore Immenso a cui forse siamo ancora legati tutt’oggi e l’Assenza proprio a questo ancora attuale vuoto d’Amore, che in un modo o nell’altro arriverà. La poesia è la cura anche inconsapevolmente a tutto. Rende eterna la nostra vita terrena e che si recuperi o no quella perdita, resterà tra le righe del Tempo, nell’Eterno.”

Raccontaci un po’ di te: la tua vita oltre la poesia ma, soprattutto, quando e come è nato questo tuo impeto lirico.

“Beh, in poche righe all’età di circa quindici anni, mi resi conto che tutto ciò che scrivevo non poteva essere semplice nero su bianco, né tantomeno essere perduto. Ho sempre e solo scritto tramite ispirazione e capii subito che dovevo condividere questo Dono con chiunque e regalare la Vita.
Ad oggi ho scritto oltre 800 aforismi, circa 150 poesie, qualche breve racconto (tipo parobolette), e sto scrivendo un libro sulla Vita basato sempre sulle ispirazioni, mai secondo ragione.”

Che significato e che effetto ha la Poesia nel tuo quotidiano? Come la vivi, cosa rappresenta per te.

“Rappresenta la Vita. La vivo in ogni attimo e dettaglio, anche nei dolori non solo nelle gioie. Gli effetti sono Divini, perché attraverso Essa, coloriamo la Vita.”

Nel libro si trovano anche alcune poesie in dialetto: parlaci di questa scelta e del rapporto con il tuo territorio.

“Sempre su ispirazione e legato alla mia terra e il suo dialetto, non è mai stata una scelta bensì un grido, una preghiera, come tutte le altre. Cosa sento cerco di scriverlo, ma non sempre ci riesco. Il rapporto è spesso fondato sulle radici e il ricordo sto che vivo fuori da quando avevo 14 anni, perché giocavo a calcio e successivamente sono entrato nell’Esercito e attualmente da 7 anni faccio parte della Polizia di Stato.”


Che progetti hai per il tuo futuro da poeta? Stai continuando a scrivere?

“Scriverò fino alla fine dei miei giorni, semplicemente perché non posso smettere. Potrei smettere di amare la Vita? Onorerò il Dono di Dio fino alla fine. Più che progetti, e certamente ne ho, il mio sogno continuerà ad essere quello di poter condividere col mondo le mie opere e regalare tutto il possibile a chi ne sarà lieto.”

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