Da Chernobyl all’oggi: questioni di energia

di M. Valeria Manconi – 

 

“Se l’umanità vuole sopravvivere, avremo bisogno di un vero e proprio nuovo modo di pensare.”

Albert Einstein

 

Sono le ore 1:23 del 26 aprile 1986, un fascio di luce radioluminescente si irradia nel cielo. Un errore umano su un reattore di vecchia tecnologia e superficiale progettazione da vita a uno dei più grandi disastri ambientali della storia.

Un’ enorme nuvola di materiale radioattivo fuoriesce dal reattore 4 della centrale di Chernobyl, ricadendo su vaste aree intorno contaminandole pesantemente. Vani sono i rapidi e coraggiosi interventi dei pompieri accorsi sul posto che persero la vita, per la maggior parte, a causa della sindrome da radiazioni acuta. Tantissime le persone che hanno contratto, nel corso degli anni successivi all’incidente, cancro alla tiroide e leucemie. Gravissimi i danni ambientali che hanno reso, a tutt’oggi dopo 34 anni, una vasta area intorno alla centrale, zona di esclusione per l’alto tasso di radiazioni.

Sono quasi 500 le centrali nucleari sparse in tutto il mondo.

Solo in Europa quest’energia è la seconda fonte più usata, poco al di sotto di quella a carbone.
E’ ritenuta pulita perché a bassa emissione di anidride carbonica, ma come vengono gestiti i problemi di sicurezza dalle emissioni radioattive, dello smaltimento delle scorie e gli errori umani?
Alcune procedure costruttive e tecniche sono state affinate, soprattutto dopo il disastro di Chernobyl, ma queste centrali, a differenza delle centrali termoelettriche che producono fumi, emettono isotopi ossia atomi altamente instabili e difficili da smaltire che perdurano nel tempo e producono radiazioni pericolose per l’uomo e per l’ambiente, restando radioattive anche per migliaia di anni.
Non sono tantissime, ad oggi, le fonti di energia pulita come il fotovoltaico e l’eolico che si servono del la natura stessa dal sole o dal vento, ma sono sfruttate a dovere? Ovviamente, sottostando a fenomeni naturali, queste energie non possono essere quantificate, il sole non splende tutto il giorno e con la stessa forza e ugualmente per il vento. Siamo costretti quindi, per sopperire all’elevata richiesta di energia nel mondo, a scegliere quale tra il nucleare o il carbone siano meno peggio per la nostra salute. Se entrambe creano danni ambientali a lungo termine, il problema della centrale nucleare è che una cosa così potente è gestita da uomini che, essendo tali, possono fare degli errori.
Noi, ormai, siamo talmente egoisti che preferiamo rischiare o morire lentamente distruggendo l’unico posto in cui vivere piuttosto che rinunciare ad alcuni comfort.
Fazioni politiche, oggi come ai tempi di Chernobyl, cercano di portare avanti interessi pericolosi per le persone e per l’ambiente, ma anche il cittadino stesso preferisce “avere la tasca piena e la salute cagionevole”. Vogliamo davvero cercare di salvare noi stessi e questo mondo? Abbiamo il dovere e l’intelligenza per preservare il più possibile ciò che ci circonda.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com