Giochi da tavolo, giochi da spiaggia

di Valentina Vichi – 

 

Il torneo di beach volley, quello di racchettoni, o un gioco da tavola? Come ingannate il tempo in vacanza?

Se preferite giochi da tavola, non siete i soli; fin dai romani esistevano le tabulae lusoriae, tabelloni incisi su cui giocare al ludus duodecim scriptorium, (gioco delle dodici linee), un antenato del backgammon di cui si conosce anche una variante egizia, il senet.

Più recente è il gioco degli scacchi, giunto in Europa con gli arabi, come ci dice l’etimologia di scacco matto derivato dal persiano sha mat, ossia “il re è morto”.

Al ‘600 si fa invece risalire il gioco dell’oca che, secondo una antica tradizione, deve il proprio nome al fatto che, chi completava per primo il tabellone, vinceva denaro sufficiente a comprare un pennuto bianco.

Tennis e pallavolo, praticati in spiaggia nelle versioni dei racchettoni e del beach volley, sono curiosamente legati da una storia comune. La pallacorda è l’antico nome del tennis, giocato originariamente con delle palette. L’attuale nome dello sport è la versione inglese di tenes, “tenete”, come si diceva nell’antica Francia, dove era molto in voga tra le classi più abbienti.

Anche i racchettoni, versione semplificata e da spiaggia del tennis, risentono di questa storia, infatti racchetta deriva da raquette che, in antico francese significava palma della mano.

La palla volo o volleyball, letteralmente “palla sparata”, nasce come versione popolare del più altolocato tennis e viene utilizzata sul finire dell’800 come allenamento al chiuso per i tennisti dei college americani.

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