“La Scarzuola”, la città impossibile

di Cristian Mariani

 

Esiste una città leggendaria posta in un universo parallelo dove la realtà incontra la fantasia e l’impossibile diventa probabile. Non è ubicata nel mitico continente di Atlantide né occorre seguire la “seconda stella a destra” per giungere all’Isola che non c’è.

Per imbattersi in essa basta recarsi nella lussureggiante Umbria, in località Montegiove nel comune di Montegabbione. Sita nelle adiacenze di un convento francescano del 1.200, l’età anagrafica di questa città ne fa un opera antica nel sapore eppure relativamente giovane nella genesi.

Qui si erge come un diamante nel fango e fa bella mostra di sé, lasciandosi ammirare ma non vivere, facendosi sfiorare ma mai possedere, respirare ma non pienamente attraversare, restando lì, quasi sorniona eppure in perenne trasferimento, quasi mistica e persino ammiccante, statica e in costante movimento ed eterna evoluzione. Ruba lo sguardo e accende i desideri, quasi come fosse preludio a un domani promesso che tarda ad arrivare e si disperde tra i suoi infiniti ammennicoli, tra gli anfratti ombrosi e celati, nella spirale folle delle sue movenze. In questo luogo fuori dal tempo, in questo scorcio di poetica creatività, la geometria collassa e la fisica di Newton si arrende dando spazio alla maestosa architettura e al bizzarro ed indecifrabile fascino di una città unica: La Scarzuola.

Cosa il suo mirabolante creatore intendesse comunicare a partire dal 1956, iniziando a progettare ed edificare parti di essa, resta un mistero affascinante o forse solamente l’ennesimo enigma da decifrare e tramandare ai posteri. Di fatto, Tomaso Buzzi, il geniale architetto di questa opera monumentale, costruisce in sequenza sette scene teatrali che raggruppano varie costruzioni dove si rendono visibili e fruibili i segni mistici ed epici di una cultura che travalica il dogmatismo spirituale.

Osservano le austere linee fredde ed atipiche dell’architettura moderna e del design spartano e auto-celebrativo del nulla si intuisce, attraverso l’esperienza surreale della visita guidata alla Scarzuola, che la sola strada percorribile per rendere eterni i significati espressi nella pietra è una sintesi perfetta tra sogno geometrico e fisica quantistica.

Esiste un posto nel mondo dove questo è stato possibile, in una città che l’uomo ha posto a cagione del proprio genio e a perpetua meraviglia dei suoi simili.

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